Prima del Buddismo e degli insegnamenti di pace e illuminazione conosciuti in tutto il Globo, in Tibet erano utilizzate dai Monaci Bon le Ciotole del Canto Tibetano, preziosi strumenti di armonizzazione del corpo. Secondo molteplici tradizioni Orientali, soprattutto le culture nate nella "culla" dei territori Himalayani, il mondo è nato dall' "OM" ovvero dal suono primordiale dell'Universo: Per praticare con le Campane Tibetane non sono necessari "atti di fede", e non è richiesto alcun "credo" religioso o adesione ad una o all'altra dottrina, ma certamente la condizione indispensabile, sia per la meditazione che per ogni pratica con il suono delle Campane, è l'Umiltà... e la consapevolezza che la nostra mente e il nostro "cuore" hanno un grande potere sulla realtà e sul suo cambiamento... infatti per trasformare la realtà non è sufficiente porre attenzione e concentrazione sul male e sulla sofferenza, ma avere la consapevolezza che ogni essere senziente ha la capacità di cambiare ciò che lo circonda a partire dal suo cuore e dalla sua mente. La recita del Mantra crea la condizione di fiducia e forza, la preghiera prepara "il terreno" spirituale ottimale per accogliere l'insegnamento e il beneficio portati dal suono delle Campane, che prima di un trattamento è una Disciplina. Mantra di Buddha Shakyamuni Le sette Meditazioni Illimitate Possano tutti gli esseri senzienti avere la felicità e le sue cause Possano tutti gli esseri senzienti essere liberi dalla sofferenza e dalle sue cause Possano tutti gli esseri senzienti essere inseparabili dall'estasi priva di dolore Possano tutti gli esseri senzienti dimorare nell'equanimità libera da indifferenza, attaccamento e odio Possano tutti gli esseri senzienti guarire dalle malattie, possano purificare il corpo e la mente inquinati e godere di perfetta salute, relativa e assoluta, ora e sempre Possano tutti gli esseri senzienti rilassarsi in un ambiente interiore ed esterno puro e sano, ora e sempre Possano tutti gli esseri senzienti avere la pace interiore e godere della pace nel mondo, ora e sempre
I Bompo, considerati la classe più elevata dei Monaci Bon, erano veri e propri sciamani che utilizzavano le ciotole sacre, che giungono a noi col nome di Campane Tibetane, per fronteggiare le malattie che affliggevano l'uomo di un tempo; con l'avvento del Buddismo indiano, i maestri iniziarono ad utilizzare il suono delle Campane per riequilibrare e riallineare i centri energetici, i Chakra.
I saggi Maestri delle due diverse culture unirono così le singole virtù per dare vita a filosofia di armonizzazione e cura di corpo e spirito, originando un modello di grande valore terapeutico e spirituale tramandato nei secoli e giunto fino a Noi.
"nello spazio originario si produsse una vibrazione che progressivamente si trasformò nel Suono Primordiale dell'Universo. Tale suono unisce gli elementi fondamentali che lo costituiscono, cioè il Fuoco, l'Aria, la Terra e l'Acqua. La forza karmika aggrega gli elementi planetari costituendo la realtà terrestre nella sua varietà di aspetti e di vita. (Cit. Maestyro Thonla Sonam)"
Ebbene, le Campane Tibetane per la loro composizione e forma, riproducono tale suono, l'OM, riconducendo l'Uomo all'inizio del tempo e della vita, permettendogli di "ricongiungersi" a tutto ciò che lo costituisce e alla natura della nostra origine, donando una profonda pace e un equilibrio interiore.
Le Campane Tibetane, forgiate ancora oggi artigianalmente nei territori Himalayani ed in modo particolare in Nepal, devono proprio alla loro composizione il valore e la corrispondenza del suono ai movimenti planetari: sono infatti realizzate da una lega composta da 7 metalli:
- Oro per il Sole
- Argento per la Luna
- Ferro per Marte
- Mercurio per Mercurio
- Stagno per Giove
- Rame per Venere
- Piombo per Saturno.
E' importante osservare come le Culture Antiche ripropongano la "lettura" della vita dell'Uomo quale microcosmo inserito ed interconnesso al Macrocosmo che è l'Universo: la filosofia delle incidenze Planetarie e degli Archetipi che i singoli pianeti rappresentano è riproposta da Filosofi e Medici come Paracelso, nato in Svizzera nel 1493 d.C., e quindi vissuto in tempi successivi alla cultura Tibetana pre e post Buddista, e in latitudini sicuramente più vicine a Noi e alla nostra Tradizione.
Tornando alla tradizione antica delle Campane Tibetane, il cui utilizzo ai fini di una trasformazione profonda finalizzata alla pacificazione e all'equilibrio interiore dell'individuo è sempre sostenuto da una forte motivazione morale ed intima, ci pone davanti ad una considerazione fondamentale, e cioè il fatto che cambiare la realtà delle cose è possibile, ma è indispensabile essere consapevoli del grande potere che la mente e lo spirito hanno su di essa!
Seppure non è indispensabile la condivisione di un credo religioso, è importante una grande consapevolezza e profondità spirituale per godere e beneficiare del suono delle Campane Tibetane, a partire dal rispetto per la cultura che dà origine a queste pratiche, alla meditazione in tutte le sue forme e alle Campane stesse; in questa cultura l'accezione del termine "preghiera" è molto più ampio e profondo rispetto al significato che gli attribuiamo noi: la preghiera è la recita di mantra quale strumento per concretizzare il potere di cuore e mente, partendo dal ringraziamento di tutti coloro che con saggezza e insegnamenti, i Maestri del passato e del presente, ci sostengono nel nostro percorso.
Namo Gurubie - ci si rivolge al Maestro (Guru) cercando in Esso rifugio
Namo Buddhaia - ci si rivolge e si cerca rifugio negli Illuminati (Buddha)
Namo Dharmaia - ci si rivolge e si cerca rifugio nella Dottrina
Namo Sanggaia - ci si rivolge e si cerca rifugio nella Comunità Spirituale in quanto la "guarigione" non è mai un fatto soli dell'individuo ma del sostegno della comunità e delle sue scelte
Om muni muni maha muni shakya muni yi so ha - è quindi l'elogio della capacità infinita che tale buddhità produce in chi voglia intraprendere la via della purificazione

